ECONOMIA

1. RIDURRE IL DEBITO DELLA REGIONE

È necessaria la rivisitazione di tutte le partecipate e delle società di proprietà e, quando possibile, anche la riduzione, magari attraverso la vendita.
È necessario definire un quadro aggiornato delle proprietà immobiliari, attraverso una sana gestione del patrimonio e la successiva vendita di tutti gli immobili non utili e/o non strategici.
È necessario strutturare il Piano di utilizzo degli edifici amministrativi.

2. AUMENTARE L’EFFICIENZA E RIDURRE I COSTI DELLA POLITICA

Proponiamo di costituire una struttura regionale unica per lo sviluppo che rappresenti l’interfaccia comune con le amministrazioni preposte al rilascio di tutte le necessarie autorizzazioni.
Occorre inoltre semplificare gli iter autorizzativi e ridurre la frammentazione normativa procedendo all’accorpamento di tutte le leggi regionali attinenti la stessa materia, sollecitando il contributo degli enti locali. Da rivedere il rapporto tra gli enti della Regione e della Provincia.
Promuovere la fusione dei principali servizi istituzionali dei comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti.
Tematica importante è poi la trasparenza della Regione Abruzzo. Trasparenza non sempre garantita nella comunicazione dei dati delle proprie partecipate: l’ente, infatti, indica sul sito istituzionale solo le società partecipate di primo livello, che sono diverse decine, ma non cita le partecipate di secondo livello e, soprattutto, non specifica i costi di queste strutture.
Bisogna eliminare le nomine politiche e far emergere la meritocrazia.
Alcuni esempi di buon governo:
〈 Eliminando le 4 Ater e riducendole ad un unico Ente Territoriale.
〈 Affermando una unica ATO per la gestione delle risorse idriche, con la divisione della società di gestione delle reti da quella di gestione della distribuzione dell’acqua.

3. DIMINUIRE TASSE ED IMPOSTE PER I CITTADINI

Necessario ridurre il carico fiscale, in particolare quello dell’IRAP e quello dell’IRBA.

4. INTERVENIRE SULLE PARTECIPATE DELLA REGIONE ABRUZZO

La Regione Abruzzo ha diverse società partecipate, costituite nelle forme giuridiche di società per azioni e assimilabili, di totale proprietà dell’ente (100% delle quote), controllate (con una quota tra il 50 e il 100%) o solo partecipate (con quote sotto al 50%).
Le società di utilities o multiutilities hanno la caratteristica di essere interamente partecipate da enti pubblici, cosa che consente loro di essere affidatarie dirette delle commesse, col vincolo di poter svolgere l’attività solo per conto dell’ente proprietario. Realmente esse costituiscono un vero e proprio prolungamento della Pubblica Amministrazione, tanto anche se le forme societarie prevalentemente adottate (S.p.A; S.r.l.; società consortili, cooperative) sono quelle tipiche del diritto privato. L’universo delle società partecipate dagli enti pubblici rappresenta, quindi, una importante modalità attraverso la quale la Pubblica Amministrazione eroga e gestisce parte significativa dei suoi servizi.
La Regione dovrebbe limitarsi ad amministrare politicamente un territorio, senza però produrre ed erogare direttamente servizi, prendendo decisioni atte a migliorare la situazione socio/politico/culturale, favorendo il tessuto industriale/produttivo, turistico e infrastrutturale, e non può essere quindi un concorrente del mercato, falsandolo e creando un regime di monopolio che non ha margini di miglioramento.